UN GRANDE UOMO PER UNA GRANDE TESTIMONIANZA

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Enzo Maiorca il grande sportivo Siciliano, di Siracusa, vivente nella nostra zona, e testimone di aver visto da vicino “IL TRIANGOLO DELLE BERMUDE, ha lasciato questa dimensione per andare nella sua DIMORA di LUCE…
Lo ricordiamo, facendo conoscere ciò che disse in varie occasioni, a proposito dell’esperienza da lui vissuta nel 1977, estratto dai libri sull’opera di Eugenio e a questo, affianchiamo un contributo sulla sua persona, pubblicato nei siti di Eugenio, come lo hanno descritto nella sua personalità.
Un’altro GRANDE personaggio del mare, come Jack Cousteau, che hanno segnato con il loro contributo, come bisognerebbe trattare questo bene supremo: IL MARE

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E il “Triangolo delle Bermude..?”
Sentiamo come ne parla Enzo Maiorca, il noto campione mondiale di profondità in apnea, in una conferenza svoltasi a Catania dopo il suo ritorno dal “Triangolo maledetto”:
“Si ha un bel ridere, in questo tempo del duemila – ironizza con un sorriso Enzo – posso volare a migliaia di Km/h, posso godermi la televisione ed i computers elettronici, posso premere un pulsante ed andare sulla Luna, ma… allorché ci si trova dinanzi all’ignoto, non resta che fermarsi, come 10.000 anni fa, davanti al richiamo dell’origine eterno, sconfinato dell’uomo”.
Il suo sguardo è attento, irritato, duro e nervoso. Evidentemente mal sopporta di essere ascoltato come un personaggio da salotto e quando ridono alle sue affermazioni, diventa scontroso pentendosi di aver dato “le perle ai porci”. Si chiude in se stesso preferendo sognare un mondo diverso che vorrebbe portare agli altri con parole che rotolano concise ma larghe di orizzonti alati, profondi di turchese smeraldo, ove le chimere tentano di riavvicinare l’uomo alla natura, si, come la muraglia di Bimini.
La congiura del silenzio non ha intaccato Enzo, un uomo dalla volontà tenace e dal cuore grande come solo un vero campione del corpo e dello spirito possiede.
Nel temuto Triangolo, ben 16 casi per gli aerei e 19 casi per le navi vi sono stati di sparizioni di mezzi e di uomini!
“Triangolo maledetto? – dice Enzo – È benedetto perché in esso è racchiusa tanta dovizia di tesori e di luce per chiunque voglia divenire ricco di spirito”.
Un ascoltatore domanda: “Ma ha idea di come possano verificarsi queste situazioni di imponderabilità?”
E Enzo: “Il denominatore comune di tutte le sparizioni è che spesso il Mare della Florida diviene inspiegabilmente bianco latte fluorescente, la visibilità scende quasi a zero e questo lo testimoniano anche Cristoforo Colombo nel suo diario di bordo, Platone, gli indigeni del posto che narrano di un popolo antico punito dal Padre, gli astronauti americani che hanno fotografato il fenomeno dall’alto. Io stesso, svegliandomi una mattina al largo di Bimini, alle cinque, uscito sulla tolda della barca che ci ospitava, trovo il mare acceso di verde smeraldo lattiginoso, come se fosse intriso di colorazione propria ed irradiava luce, colorando perfino i gabbiani che volavano sopra”.
“Ma, ha trovato qualcosa sotto le acque?”
“Andros, è un’isola circondata da un fondale basso di pochi metri, costellato di cisterne d’acqua turchina chiamate Buchi Blu o dagli indigeni “Occhi d’Angelo” per la loro colorazione completamente diversa dalla colorazione del mare circostante; questi “Buchi” sono interamente collegati tra loro da una fitta rete di gallerie che portano sulle pareti la traccia della fatica dell’uomo. All’interno vi sono correnti marine violente che rendono impossibile la perlustrazione e la discesa”.
“Non può dunque dirci di più, ma ci parli del Muro”.
“Al largo della Laguna di Bimini si erge sotto le acque una muraglia di massi ciclopici in fila come soldatini che dalla costa scendono fino al gradino oceanico e vi si immergono. Solo degli uomini Titani hanno potuto costruirlo.” Lo interrompo: “Chi pensa che abbia potuto costruirlo?” “Gli Atlantidei!” Mi risponde senza incertezza alcuna e prosegue: “Gli scienziati hanno dotato l’età di questi massi a 12.000 anni fa. Tra questi ciclopici monoliti, ve ne è uno con sotto quattro colonne e varie sculture con capitelli”.
“Ma tutto questo cosa c’entra con le sparizioni?”
“Sulle pareti della muraglia si sono riscontrate anomalie magnetiche paurose. La stessa roccia, in altro luogo adiacente, ha magnetismo normale, come pure il fondo stesso su cui essa poggia”.
“Allora qualcosa si spiega: le attrazioni magnetiche, il dedalo di gallerie che non si sa dove finiscono… – ma non pensa che possano insabbiarsi gli oggetti scomparsi?”
“Lei conosce senz’altro il caso dei cinque eurosiluranti che nel 1945 si esercitavano contro il relitto del Sapona, e sono misteriosamente scomparsi; non crede che abbiano condotto male le indagini?”
“Gli americani compiono bene e per un vastissimo raggio le loro ricerche, per tutto l’Oceano”.
“Ha chiesto qualcosa alle Autorità del posto? Come mai tutto questo silenzio?”
“Le autorità Panamensi, con gli aerei e i battelli, sorvolano ogni quarto d’ora la zona e proibiscono a chiunque di prelevare alcun oggetto, persino le conchiglie. Io, in confidenza credo che sappiano tante cose. I guardacoste americani hanno un dossier segreto sul mistero del Triangolo ma a chiunque chiede qualcosa, dicono che sono tutte fandonie. Ne intimano il silenzio e quelli che parlano scompaiono”.
“Ma perché lei pensa che non vogliono rendere di pubblica conoscenza quello che loro hanno scoperto?”
“Non lo so, so solo quello che è successo al piccolo aereo che ci doveva trasportare in un altro punto della Laguna: al pilota avevano chiesto se aveva paura ed aveva risposto ridendo ironicamente “Macché, sono tutte fandonie di ciarlatani in cerca di fortuna, ahh ahh!” Poco dopo questo pilota parte con cinque passeggeri e non ritorna più”.
“Crede dunque che gli uomini del nostro tempo vogliano sapere o vogliano ignorare?”
“Oggi l’uomo sa troppo – conclude Enzo – deve solo saper credere ed avere Fede”.

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APPROFONDIMENTI:

AD ENZO MAIORCA:

LA VERITÀ CHE AVREBBE VOLUTO APPALESARE CON LA POESIA DEL SUO SPIRITO E CON L’ARDORE DEL SUO NOBILE E CORAGGIOSO CUORE, NON AVREBBE MAI POTUTO PENETRARE I CUORI E GLI SPIRITI DI COLORO CHE SONO COME LE STATUE DI ANTIOCHIA, ADDORMENTATE NEL SONNO DELLA MORTE. COSTORO NON SENTONO E NON VEDONO. GLI UMILI, I SEMPLICI, I PURI DI CUORE AVREBBERO UDITO E VISTO NELLA RADICE DEL PROPRIO SEME, PERCHÉ FIGLI E FIGLIE DI QUELLA LUCE CHE È IL RIVERBERO DI COLORO CHE SONO FATTI DI LUCE. HA PARLATO AI MORTI! DOVEVA PARLARE AI VIVI. ESSI LO AVREBBERO COMPRESO.

CON DILEZIONE FRATERNA.
EUGENIO SIRAGUSA
Nicolosi, 28 Aprile 1977′

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